#WikiTrasparenza - Chi apre davvero i dati sulle risorse pubbliche

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Nexa Working Paper No 2015-1
Lorenzo Canova, Raimondo Iemma e Federico Morando
28 January 2015

ll d.lgs. n.33/2013 (di seguito, Decreto Trasparenza) disciplina gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione delle informazioni da parte delle Pubbliche Amministrazioni (PA) ed attua la legge anticorruzione (190/2012). Al fine di contribuire a valutare se, e con quali modalità, tali obblighi di pubblicazione vengano adempiuti dalle PA italiane, il Centro Nexa su Internet & Società del Politecnico di Torino (DAUIN) ha realizzato un'indagine pilota, svolta nel periodo luglio 2014 - gennaio 2015, documentata in questo report.

In particolare:

  • sono stati selezionati dal Decreto Trasparenza due obblighi di pubblicazione, relativi rispettivamente a Beni immobili e gestione del patrimonio (Art. 30, d.lgs. n. 33/2013) e Sovvenzioni, sussidi e contributi (Art.27 d.lgs. n. 33/2013), che prescrivono in tutto la pubblicazione di 5 dataset;
  • per ogni obbligo di pubblicazione, dove non specificato per legge, si è scelto un insieme minimo di attributi (campi) ritenuti necessari a rendere i dataset ragionevolmente informativi;
  • si è verificato, per i comuni capoluoghi di provincia, e gli altri comuni sopra i 100mila abitanti, l'effettiva disponibilità online dei dataset in questione, la loro qualità, il formato utilizzato (aperto o meno, machine processable o meno), e altre informazioni di contesto.

I dati raccolti sono a disposizione di chiunque voglia consultarli, e ulteriormente elaborarli:

  • i dati sono disponibili in un repository GitHub in formato CSV come Open Data;
  • l'intero insieme evidenze raccolte sono consultabili su una wiki semanticamente annotata (https://trasparenza.nexacenter.org);
  • all'interno della Wiki, i dati sono esposti anche come Linked Open Data, liberamente disponibili e riutilizzabili, sui quali è possibile effettuare query SPARQL. Le query SPARQL utilizzate per analizzare i dati di questo report sono fornite -anche a titolo di esempio per chi voglia elaborarne di nuove- in una apposita pagina della wiki (https://trasparenza.nexacenter.org/wiki/Query_sparql).

L'analisi effettuata ha permesso di identificare numerosi aspetti degni di nota. In particolare, dall’approvazione del Decreto Trasparenza, molti dataset sono stati pubblicati dagli enti pubblici italiani. Tuttavia non di rado tali dataset non vengono pubblicati in modo tale da rendere effettivamente “trasparente” l'azione pubblica.

Nello specifico:

  • su 595 dataset presi in considerazione, 145 non sono stati pubblicati, 34 contengono errori gravi di pubblicazione (dati troppo aggregati, non comprensibili o non in formato tabellare), di fatto il 30% dei dataset è inutilizzabile;
  • inoltre, dei dataset pubblicati soltanto 145 su 450 (il 32%), sono in formato aperto e processabile automaticamente così come prescritto dall’art. 7 del d.lgs. n. 33/2013;
  • tra quelli processabili automaticamente, solo 7 su 10 sono anche in formato aperto;
  • tra quelli presi in considerazione, i Comuni più virtuosi, sono Udine e Novara. In generale, inoltre, si nota una lieve tendenza a pubblicare dataset di migliore qualità (in formati aperti, senza errori e con informazioni complete) al Nord/Nord Ovest, intorno a una retta immaginaria tracciata tra Torino e Bologna.

È infine da notare come per il dataset riguardante gli atti di concessione, per cui la legge (ai sensi dell'Art. 27) è decisamente più prescrittiva rispetto agli altri obblighi analizzati (vengono infatti elencati i singoli attributi che dovrebbero essere presenti nel dataset pubblicato), i dati siano di qualità superiore: nella nostra analisi è maggiormente frequente che siano pubblicati e che siano in formato aperto. Le possibili motivazioni potrebbero essere: (i) una norma più dettagliata fornisce una sorta di “linea guida” per la pubblicazione dei dati (ii) a questa specifica norma (l'Art. 27) sono associate sanzioni particolarmente ingenti, in caso di violazione. Inoltre dal punto di vista geografico, la correlazione tra file pubblicati male e posizione geografica non è così evidente per quanto riguarda gli atti di concessione; soprattutto nei comuni più a Sud è quindi positivo l'effetto di una legge più prescrittiva.


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