Diritti dei cittadini e delle imprese nel mondo progressivamente sempre più immateriale

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Stefano Quintarelli
13 Ottobre 2014

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Internet rappresenta la dimensione immateriale dell’esistenza, che si pone in continuità e complementarità, non in alternativa, alla dimensione materiale. Le relazioni immateriali sono mediate dalle piattaforme online, che si sono sviluppate con grande rapidità e con pochi vincoli, in particolare grazie alla “Direttiva Europea eCommerce” del 2003, che ha introdotto per i gestori l’esonero di responsabilità sui contenuti.

Le piattaforme online sono oggi determinanti per l’utilizzo di Internet e rappresentano non solo il sistema principale per interagire nella dimensione immateriale, ma anche le più importanti interfacce per la dimensione materiale. Tuttavia non si tratta di strumenti neutri: i modi di concepirle e di declinare la user experience sono in grado di orientare e modificare fortemente i comportamenti degli utenti. Non solo: le piattaforme mirano a produrre effetti di lockin (rendere ad un utente molto difficile l’abbandono di un servizio adottato) e di assenza di interoperabilità. Le norme sulla proprietà intellettuale vengono utilizzate per assicurarne, in vari modi, la chiusura. E’ quindi ormai il momento di riesaminaare se la regola dell’esenzione di responsabilità dei gestori non si stia dimostrando inadeguata, se e come sia opportuna una sua riconsiderazione.

Nella dimensione immateriale, ampiamente deregolamentata e veloce, caratterizzata da ritorni crescenti, che tende a monopoli o oligopoli globali, in pochi anni si sono infatti create, e si stanno creando, posizioni di dominanza nella intermediazione di servizi della dimensione materiale, senza le garanzie e i vincoli previsti per gli analoghi intermediari “precedenti”. Si sta inoltre producendo la sostituzione di intermediari locali operanti nella dimensione materiale con intermediari multinazionali operanti nella dimensione immateriale: in altri termini consentire la presenza di gatekeeper nella dimensione immateriale sta producendo la perdita di governo di larga parte della dimensione materiale.

Per difendere il mercato, e con esso i diritti dei cittadini, bisognerebbe intervenire per ridurre il numero di gatekeeper e non consentirne di nuovi, come invece vorrebbe chi desidera eliminare la neutralità della rete. Sarebbero quindi auspicabili provvedimenti ex ante che sanciscano i diritti dei consumatori e degli operatori economici, oggi tutelati solo ex post. L’Europa, con la sua dimensione di mercato di consumatori, dovrebbe decidere se accettare lo status quo o intervenire, anche in modo creativo, per un futuro diverso.