Per il ciclo di incontri “i Mercoledì di Nexa” (ogni 2° mercoledì del mese)

194° Mercoledì di Nexa – Macchine dotate di linguaggio. Che cosa l’Intelligenza artificiale generativa ci dice dell’essere umano

CLAUDIO PAOLUCCI

Università di Bologna

Centro Nexa su Internet & Società
Politecnico di Torino, via Boggio 65/a, Torino (1° piano)

Suonare al citofono Portineria – Seguire le indicazioni lungo il percorso

La recente apparizione di macchine dotate di linguaggio capaci di passare il test di Turing (ChatGPT, Claude, Gemini, Bard, etc.) rappresenta una svolta così epocale che la tendenza più evidente nella cultura contemporanea è quella di negarla. L’espressione più iconica formulata in questi anni da chi assume queste posizioni e nega che l’Intelligenza Artificiale generativa sia il primo non-animale dotato di linguaggio è forse quella di Bender e colleghi (2021), che in un convegno fondativo del 2021 hanno definito ChatGPT “un pappagallo stocastico”.

La realtà è che la recente IA generativa rappresenta quella svolta nella storia dell’essere umano capace di rivelare ciò che l’essere umano è stato fin dalle origini della sua evoluzione. A partire dalla costitutiva debolezza di homo sapiens, legata alla conquista della postura eretta e alla nascita di una prole costitutivamente prematura, proverò a ripercorrere la nostra continua e progressiva tendenza e delegare all’ambiente tutta una serie di attività cognitive che prima svolgevamo all’interno del nostro cervello e del nostro corpo biologico.

L’individuazione nel possesso del logos dell’essenza stessa dell’essere umano ci consente infatti finalmente di mettere in discussione molte convinzioni date per scontate, nel momento stesso in cui il logos e il “pensiero attraverso il discorso” non sembrano più una prerogativa esclusiva dell’animale umano e del suo modo di generare e scambiare informazioni.

Allo stesso modo, l’IA generativa ci permette di mettere in discussione anche molte posizioni che vanno per la maggiore nel dibattito attuale sull’intelligenza artificiale, come ad esempio quelle che separano azione efficace e intelligenza (Floridi) e collegano al contempo comprensione personale e significato (Searle). Si tratta di posizioni che vengono usate per negare che gli LLM posseggano intelligenza e siano in grado di elaborare significati, cosa a mio parere insostenibile. È alla forma cyborg che bisogna pensare se si vuole uscire dall’opposizione tra esseri umani e macchine e alla conseguente polarizzazione del dibattito contemporaneo tra posizioni apocalittiche e posizioni tecnointegrate. 

Biografia

Letture consigliate e link utili

  • Floridi, L. (2025). La differenza fondamentale, Il Mulino
  • Manzotti R.; Rossi, S. (2024). Io e AI, Rubettino