Sommario
Il contributo esamina criticamente la Proposta Digital Omnibus presentata dalla Commissione europea il 19 novembre 2025 (COM(2025) 837 final), al fine di scrutinare se la proposta di riforma in esso contenuta realizzi un effettivo consolidamento e una razionalizzazione dell’acquis digitale dell’Unione europea, ovvero se introduca, sotto la veste della semplificazione normativa, dinamiche di deregolamentazione idonee a incidere sull’equilibrio tra competitività economica e tutela dei diritti fondamentali.
L’analisi si concentra sulle principali modifiche proposte al Regolamento (UE) 2016/679 e al quadro ePrivacy, valutandone l’impatto sistemico sulla governance europea dei dati e dell’intelligenza artificiale.
Particolare attenzione è dedicata all’impiego della tecnica legislativa omnibus, esaminata sia in relazione ai precedenti applicativi nell’ordinamento dell’Unione sia alla luce dell’assenza di una valutazione d’impatto adeguata, quale requisito essenziale per la legittimità costituzionale dell’intervento normativo.
Il quesito è se il Digital Omnibus ecceda l’ambito di una revisione meramente tecnica o di coordinamento normativo, configurandosi piuttosto come una riconsiderazione estesa del digital acquis eurounitario. In tale prospettiva, l’ampliamento delle deroghe soggettive, l’introduzione di nuove basi giuridiche per il trattamento dei dati personali e la rimodulazione di obblighi centrali in materia di trasparenza, accountability ed enforcement appaiono suscettibili di determinare una riduzione del livello di tutela dei diritti fondamentali, senza che emergano in modo sufficientemente chiaro esigenze di interesse pubblico superiore idonee a giustificare tale compressione.
In conclusione, la promessa di semplificazione normativa rischia, in assenza di adeguati contrappesi, di tradursi in un arretramento delle garanzie che hanno tradizionalmente caratterizzato il modello europeo di regolamentazione digitale.
Abstract
This contribution critically examines the Digital Omnibus Proposal presented by the European Commission on 19 November 2025 (COM(2025) 837 final), with a view to assessing whether the reform proposal contained therein achieves an effective consolidation and rationalisation of the European Union’s digital acquis, or whether, under the guise of regulatory simplification, it introduces deregulatory dynamics capable of affecting the balance between economic competitiveness and the protection of fundamental rights.
The analysis focuses on the main amendments proposed to Regulation (EU) 2016/679 and the ePrivacy framework, assessing their systemic impact on European data and artificial intelligence governance.
Particular attention is devoted to the use of the omnibus legislative technique, examined both in relation to previous applications within the Union legal order and in light of the absence of an adequate impact assessment, as an essential requirement for the constitutional legitimacy of the regulatory intervention.
The question is whether the Digital Omnibus exceeds the scope of a merely technical or coordinating revision, configuring itself rather as an extensive reconsideration of the European digital acquis. From this perspective, the expansion of subjective derogations, the introduction of new legal bases for the processing of personal data, and the reshaping of core obligations concerning transparency, accountability and enforcement appear likely to determine a reduction in the level of protection of fundamental rights, without sufficiently clear superior public interest requirements emerging to justify such compression.
In conclusion, the promise of regulatory simplification risks, in the absence of adequate counterbalances, translating into a rollback of the safeguards that have traditionally characterised the European model of digital regulation.

