Il “Digital Omnibus” interviene sul Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR), pilastro della protezione dei dati personali in UE. Presentate come strumenti di “semplificazione normativa” a favore della competitività, queste misure indeboliscono le tutele per i cittadini e definiscono una nuova stagione di “austerity dei diritti fondamentali”.
Con l’approvazione della direttiva “Omnibus I” il 13 novembre, il Parlamento europeo ha dato il via libera al primo “pacchetto” di “semplificazioni” voluto dalla Commissione von der Leyen. Si tratta di misure che riducono gli standard di tutela ambientale per le imprese che operano nel mercato unico. Nel linguaggio dell’esecutivo UE, “semplificazione” è un eufemismo che nasconde un indebolimento delle tutele per i cittadini, in particolare in tema di protezione dell’ambiente (pacchetto Omnibus I – appena approvato), di uso dei dati nell’economia digitale e di investimenti nella tecnologia militare (rispettivamente i pacchetti Omnibus IV e V, in via di approvazione).
Questo articolo si concentra sulle norme che riguardano il digitale, cioè l’Omnibus IV e, soprattutto, la proposta di regolamento “Digital Omnibus” pubblicata in versione finale il 19 novembre e che inizia ora l’iter di discussione.
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Centro per la Riforma dello Stato | 08-02-2026 | Maurizio Borghi
