La pace: risultato di una relazione

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"La pace: risultato di una relazione"


Venerdì 7 marzo 2014, ore 16.30 – 19.00

Politecnico di Torino
Dipartimento di Automatica e Informatica
Corso Castelfidardo 34 - Torino, Sala Riunioni, 5° piano
Ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento posti

L'obiettivo del Seminario è quello di integrare l’approccio sistemico e l’approccio psicodinamico sul comune tema della pace visto come risultato di una relazione ai diversi livelli: nazioni, gruppi, singoli individui e Internet.

tadei
"Penso che l’integrazione dell’analisi sistemica e di quella psicodinamica fornisca utili strumenti per la comprensione dei meccanismi che stanno alla base dei conflitti e della pace". Prof. Roberto Tadei

de-martinDopo anni di attenzione alla cyberwar, è tempo di concentrarci anche sulla cyberpeace, articolandone l'importanza e identificando i modi migliori per preservarla. Nel fare ciò, mi aspetto un proficuo confronto con le pre-esistenti scienze della pace". Prof. Juan Carlos De Martin


PROGRAMMA

16.30 – 16.45
Benvenuto ai partecipanti

16.45 – 17.15
"I conflitti e la pace in un mondo interconnesso e complesso: necessità di un approccio sistemico
Giorgio Gallo (Università di Pisa)

17.15 – 17.45
La pace ai tempi della rivoluzione dell’informazione
Mariarosaria Taddeo (University of Warwick)

17.45 – 18.15
"Ma quale pace? Una risposta attraverso una lettura in chiave psicodinamica
Piero Ferrero (Psicologo)

18.15 – 19.00
Dibattito e Conclusioni

L'incontro è una iniziativa congiunta del Prof. Roberto Tadei e del Centro Nexa su Internet & Società.

Per ulteriori informazioni:

Prof. Roberto Tadei, tel: +39 011 090 7032
Prof. Juan Carlos De Martin, tel: +39 011 090 7217

Scarica la versione PDF della locandina.

Scarica la versione PDF della presentazione del Prof. Tadei.


I VIDEO DEL SEMINARIO

00:00 -- Presentazione del Seminario - Prof Roberto Tadei

07:50 -- Saluti del Prof. Paolo Montuschi

9:50 -- Saluti del Prof. Angelo Raffaele Meo

22:47 -- "I conflitti e la pace in un mondo interconnesso e complesso: necessità di un approccio sistemico" - Giorgio Gallo (Università di Pisa)

52:23 -- Introduzione all'intervento su cyberpeace - Prof. Juan Carlos De Martin

57:06 -- "La pace ai tempi della rivoluzione dell'informazione" - Mariarosaria Taddeo (University of Warwick)

00:00 -- "Ma quale pace? Una risposta attraverso una lettura in chiave psicodinamica" - Piero Ferrero (Psicologo).

28:00 -- Inizio del dibattito.

LE FOTO DEL SEMINARIO


ABSTRACT DEGLI INTERVENTI

Giorgio Gallo

I conflitti e la pace in un mondo interconnesso e complesso: necessità di un approccio sistemico

Dalla fine della Guerra Fredda stiamo assistendo all'emergere di nuovi tipi di conflitti. Sono conflitti sempre più complessi, ma che troppo spesso sono rappresentati e affrontati in modo semplicistico, facendo uso di un ragionamento di tipo lineare. La complessità è trascurata, la necessità di un approccio sistemico è sottovalutata e ciò non raramente porta a esiti disastrosi. I feedback sono spesso ignorati, come lo sono le complesse dinamiche che fanno sì che il conflitto cambi nel tempo seguendo percorsi spesso imprevedibili. Nel seminario, utilizzando esempi concreti, si cercherà di mostrare come un approccio sistemico sia fondamentale per analizzare i conflitti odierni e per operare in modo da farli evolvere lungo percorsi costruttivi e nonviolenti piuttosto che distruttivi e violenti.

Letture consigliate:

- Bartolucci, V. and Gallo, G. (2013), Terrorism, System Thinking and Critical Discourse Analysis. Syst. Res.. doi: 10.1002/sres.2206

- Gallo, G. (2013), Conflict Theory, Complexity and Systems Approach. Syst. Res., 30: 156–175. doi: 10.1002/sres.2132

Scarica le slide di Giorgio Gallo in versione PDF (1 MB).


Mariarosaria Taddeo

La pace ai tempi della rivoluzione dell’informazione

Nell’ultimo decennio i problemi e gli aspetti relativi alla sicurezza della cyber sphere - l’ambiente digitale - sono stati al centro di un dibattito che ha coinvolto esperti di etica, psicologi, sociologi, legislatori e anche i media, a testimonianza di una società che si riscopre dipendente dalle tecnologie dell’informazione e teme i pericoli e le minacce che possano sia essere generati sia colpire le sue strutture informazionali. Relativamente poca attenzione è stata invece dedicata alla cyber peace, la pace nell’era della rivoluzione dell’informazione. L’interesse rivolto a questo concetto è stato per lo più pragmatico e ha riguardato la definizione delle condizioni per dichiarare la cyber war e porre così fine alla pace digitale, lasciando inattese le domande sulla natura di quest’ultima, si veda per esempio “Erice Declaration on Principles for Cyber Stability and Cyber Peace”. Questo intervento ha l’obbiettivo di riportare al centro del dibattito il concetto di cyber peace, di analizzarne la natura, di chiarirne il valore morale ed il ruolo che essa occupa nei processi di sviluppo delle società dell’informazione e del well-being dell’ambiente informazionale. Inizialmente descriverò i cambiamenti generati dalla rivoluzione dell’informazione e come questi abbiano contribuito a ridefinire i concetti di guerra, pace, stato, bene e male. Successivamente introdurrò il concetto di guerra informazionale e descriverò tre principi per la guerra giusta nell’epoca della rivoluzione dell’informazione. Questa parte offrirà le premesse per la definizione di cyber peace, che concluderà il mio intervento.

Scarica le slide di Mariarosaria Taddeo in versione PDF (6 MB).


Piero Ferrero

Ma quale pace? Una risposta attraverso una lettura in chiave psicodinamica

La genesi della Guerra come proiezione del nemico interno, realtà inconscia individuale che assume dimensione collettiva. Di qui il bisogno di ‘costruire’ un nemico esterno e di trovare giustificazione per sconfiggerlo.
Conclusasi la Guerra, l’uomo ‘costruisce’ l’illusione dello stato di pace.
In realtà il nemico esterno ritorna ad esistere come nemico interno fantasmatico.
Un nemico che, essendo fenomenicamente invisibile, può essere più facilmente negato.
Si costruiscono per conseguenza nuove armi per nuove, più invisibili, guerre: il contenzioso giuridico, le aggressioni informatiche, la diffusione su larga scala di sostanze, le manovre finanziarie globali, l’alcool.
La cultura dell’Ideale si rivela non più capace di rispondere al bisogno di sicurezza a fronte di un nemico tanto più esteso, universale, quanto più negabile e negato.
Credo che sia di aiuto all’uomo una nuova cultura, che definisco del ‘reale’.
Comprendere che la pace vera è la pace della mente, ovvero la pace che proviene dal riconoscere la presenza ontologica di un nemico interno che chiede di essere compreso, al quale andare incontro, traendo così energia di vita dal conflitto stesso.