Gli osservatori internazionali specializzati (RSF, Freedom House ecc.) classificano l’Italia come paese “parzialmente libero” in termini di libertà di espressione e di stampa. Per quanto riguarda la libertà di espressione su Internet, negli ultimi anni gli infonauti hanno più volte protestato contro i tentativi del governo e del legislatore di “regolamentare” il Web: come quando la prima bozza del decreto Romani paventava un obbligo di autorizzazione ministeriale per tutti gli streaming video, o come quando nell’estate del 2009 noti blogger hanno dichiarato un giorno di “sciopero” per protestate contro la bozza di decreto legge che avrebbe imposto ai siti Internet gli stessi obblighi e responsabilità dei media tradizionali. Recentemente ha fatto il giro del mondo la notizia che un giudice di Milano ha condannato alcuni manager di Google a sei mesi di carcere per violazione della privacy. E la comunità internazionale osserva con attenzione come un caso chiave il ricorso di Mediaset contro Youtube per violazione del copyright.
Ma qual è in Italia la situazione della libertà di espressione nel Web? L’Italia è un terreno fertile per lo sviluppo di un Internet libero? O ci sono dei vincoli e delle barriere legali e commerciali al pluralismo online, alla neutralità della Rete, alla diffusione dell’accesso universale e a banda larga, allo sviluppo dei business online? E qual è il peso di Internet, rispetto agli altri media, nei meccanismi decisionali in un paese che, rispetto agli altri paesi dell’UE ha blogger molto cliccati ed influenti e allo stesso tempo un basso tasso di penetrazione di Internet?
Questo Libro bianco indagherà con un approccio multidisciplinare e flessibile per cercare di fotografare lo “stato dell’arte” della libertà online in Italia. Analizzerà le precondizioni per lo sviluppo in Italia di un ambiente Internet libero, pluralista, indipendente, accessibile e a costi ragionevoli.
Questo Libro bianco conterrà capitoli su alcune delle questioni chiave e più dibattute rispettò alle libertà di espressione online: accesso universale, privacy, copyright, limitazioni costituzionali e per legge alla libertà di espressione, questioni infrastrutturali (banda larga, Internet senza fili, sistema fiscale ecc.), alfabetizzazione informatica, Internet governance, neutralità della Rete, software open source, leggi sulla stampa e i media online, e-government e livello di penetrazione di Internet nella società italiana.
Il Libro bianco sarà completato nell’autunno del 2010. La metodologia di ricerca comprenderà la raccolta e sintesi di statistiche e studi esistenti, integrati da interviste a ricercatori, esperti e decision makers. La bozza del Libro Bianco sarà diffusa con lo scopo di ricevere commenti, suggerimenti e revisioni.






